BUONA DOMENICA

IN CONFRONTO CON LA PAROLA: ITINERARIO PERSONALE DI CONDIVISIONE

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BUONA DOMENICA SI SPOSTA IN  PUNTI DI VISTA:

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TI ASPETTO!

 

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

Rm 8, 8

Se non ci lasciamo guidare dallo Spirito che Cristo ci ha donato prima di salire al Padre, come possiamo dirci cristiani? Ieri, dopo la messa vespertina, abbiamo spento il cero pasquale. Questo segno della luce di Cristo risorto ci ha accompagnato per cinquanta giorni. Adesso la luce deve splendere nei nostri cuori in virtù dell’Amore accolto. Siamo noi a dover illuminare le tenebre del mondo con la luce vera che viene da Dio.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                PENTECOSTE

Mi ha colpito molto l’omelia che il vescovo ieri sera ha tenuto per la veglia di Pentecoste. In particolare la sua riflessione su gemiti inesprimibili dello Spirito di cui parla san Paolo. Essi non riguardano solamente quello che io provo e non so esprimere.

Si riferiscono anche a i gemiti presenti nel contesto sociale. Quelle persone che non capiamo, i cosiddetti folli di Dio, le sofferenze di malati e disperati; di quei segni scomodi di cui faremmo volentieri a meno.

Tuttavia lo Spirito parla attraverso di essi. Noi, come chiesa, siamo chiamati ad interpretarli. Questa è la sfida. In questo è lo stesso Spirito che illumina. Egli è vento irrompente che abbatte i muri dell’egoismo.

Se pensiamo alle grandi tempeste, con il loro impeto distruttivo, abbiamo l’idea di questa forza. Una forza che rinnova nell’amore. Essa, come luce, mette a nudo la nostra debolezza ed i nostri errori.

Che lo Spirito rinnovi la faccia della terra!

 

 

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

At 1, 6-8

 

Il tempo della chiesa è il tempo dello Spirito. Nella preghiera e nel discernimento esso mostra la via concreta per realizzare il Regno.

 

Colletta

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,

per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,

poiché nel tuo Figlio asceso al cielo

la nostra umanità è innalzata accanto a te,

e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza

di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.

Gesù ascende al cielo con canti di gioia. Siamo noi a rallegrarci. Egli torna alla casa del Padre ma non ci lascia soli. Anzitutto abbiamo la memoria della sua morte-resurrezione. Poi lo Spirito. Questi porta nella nostra storia l’evento salvifico di Cristo. La Parola così ci sprona sempre a cambiare mentalità.

La nostra mente, il nostro cuore ed il nostro spirito si aprono continuamente al nuovo. Siamo rinnovati nel nostro intimo. Sperimentiamo l’indicibile gioia del donare. In questo la nostra testimonianza. E’ bello credere che tutto si rinnova in forza dello Spirito. La nostra vita, piccola goccia di infinito, torna continuamente a chi ce l’ha donata.

Non abbiamo paura delle tenebre perchè nella nostra città c’è la luce di Cristo che splende ed arde di misericordia. In noi, con noi, per il mondo.

 ASCENSIONE DEL SIGNORE (Anno C)

Lc 24, 46-53

Gesù che ascende al cielo e arriva in alto ha fatto carriera. Mi da questa idea. E’ stato assunto alla destra di Dio. Ha avuto il posto che si è conquistato. Ha lottato, sofferto, combattuto ed alla fine c’è riuscito. Ora è lì a preparare un posto anche per noi. In paradiso il posto è assicurato.

Ne rincorriamo tanti di posti nella vita. Sopprattutto occupazioni di lavoro. Giustamente si ambisce, oggi più che mai, ad un posto sicuro che possa dare soddisfazione professionale e sicurezza economica. Il lavoro nobilita l’uomo.

Ho rincorso dei politici per diverso tempo, aspetto ancora una chiamata, per questo motivo. Volevo aggrapparmi a qualcosa che desse un significato alla mia vita. Adattandomi a dei compromessi riuscii a trovare un lavoro comodo, vicino casa. La macchina pure c’era, la casa, mi mancava una moglie. prosegui la lettura…