PENTECOSTE

Mi ha colpito molto l’omelia che il vescovo ieri sera ha tenuto per la veglia di Pentecoste. In particolare la sua riflessione su gemiti inesprimibili dello Spirito di cui parla san Paolo. Essi non riguardano solamente quello che io provo e non so esprimere.

Si riferiscono anche a i gemiti presenti nel contesto sociale. Quelle persone che non capiamo, i cosiddetti folli di Dio, le sofferenze di malati e disperati; di quei segni scomodi di cui faremmo volentieri a meno.

Tuttavia lo Spirito parla attraverso di essi. Noi, come chiesa, siamo chiamati ad interpretarli. Questa è la sfida. In questo è lo stesso Spirito che illumina. Egli è vento irrompente che abbatte i muri dell’egoismo.

Se pensiamo alle grandi tempeste, con il loro impeto distruttivo, abbiamo l’idea di questa forza. Una forza che rinnova nell’amore. Essa, come luce, mette a nudo la nostra debolezza ed i nostri errori.

Che lo Spirito rinnovi la faccia della terra!

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