Per molto tempo ho creduto che la preghiera fosse un insieme di formule da recitare. Od un tempo specifico da dedicare a Dio nel corso della giornata. Se non rispettavo queste cose era come se non pregassi e mi sentivo  in colpa.

E’ bello invece vedere la preghiera come una presenza costante di Dio nella tua vita. In questo modo tutto quello che fai è preghiera se la offri a Dio. Sono necessari momenti particolari di preghiera, ma solo per aiutarti ad entrare ancora di più in tale dimensione.

Allora anche la fantasia diventa un luogo di incontro del Signore. Lui è anche lì a fantasticare con te. A pensare cose assurde, come momenti di ipotetica gloria dove credi di essere qualcuno. O quando rievochi momenti del passato; o quando l’ispirazione di guida in mondi fantastici.

Lo Spirito è lì che ti guida in una totale sintonia con la vita divina. Egli suscita gemiti inesprimibili che Dio ascolta e comprende; seppur gemiti di dolore che esprimono l’abbandono. Pure il dolore e la sofferenza diventano sacri momenti di offerta a Dio.

Tutta la vita diventa un grande inno di lode. Ringraziamento, supplica, angoscia…tutto è con Dio e per Dio. I nostri gesti banali possono diventare la più bella e gradita preghiera a Dio. Nella nostra spontaneità possiamo essere grandi oratori. E’ la nostra stessa vita che parla.