Oggi mi vedo come uno specchio che riflette la luce del sole. Non sono dei migliori. Infatti, il vetro presenta qualche frattura e la cornice argentea è, a tratti, interrotta da screzi che ne tirano fuori  il legno scheggiato. Tuttavia il vetro riesce bene a donare quel grande bagliore solare.

Certo, potrebbe essere uno specchio migliore, magari con un vetro meno opaco ed una cornice dorata e perfettamente lucida. Ce ne sono così. Ma mi accontento. Esprime quello che sono. Una persona con molti limiti e fragilità, ma capace di accogliere la luce che viene da Dio per trasmetterla.

Penso, così, ai talenti che ricevo da Dio. Egli mi dona tanto e mi chiede di fare altrettanto. Questo basta per essere raggiante della sua luce di amore. Potrei essere lo specchio più bello del mondo, ma se chiuso in una soffitta non servirebbe a nulla. Deve essere all’aperto, in un campo immenso e capace di recepire il sole.

Forse per questo sono uno specchio sgangherato! Mi ritengo prezioso tanto quanto un dono da condividere. Senza calcoli mondani, sono chiamato a mettermi in gioco; ad investire le mie qualità. Allora il riflesso che va verso Dio prende anche un’altra direzione: quella del mondo.

Così, se da un lato sono rivolto al sole e ricevo luce, dall’altro mi calibro sull’orizzonte della terra, dove vivo con gli altri e per gli altri. Il sole, allora, non illumina più soltanto per sua natura, ma per i riflessi di chi si abbandona al suo amore.

Non c’è nessuna oscurità che non può essere raggiunta, dentro e fuori di noi. Il regno di luce domina ed i suoi riflessi raggiungono tutti, se non li chiudiamo nel nostro egoismo come Lucifero.