I gigli del campo sono fiori molto belli. Dio li ha creati e li custodisce con la sua provvidenza. Sono lì, fermi. Ma non gli mancano il sole e l’acqua per crescere. Hanno tutto.

Come potrebbe essere diverso per la nostra vita? Se Dio ha cura di loro, ne avrà anche per noi. Anzi di più, poiché siamo sue creature predilette, redente dal sangue del Figlio.   

L’amore di Dio è come una culla in cui riposare al sicuro. Se un padre ed una madre danno cose buone ai loro figli, tanto più Dio darà cose buone ai suoi figli.

E gli indicherà la via giusta per la felicità. Ognuno può rivedere la propria storia ed in essa scorgere la mano del Signore che guida e sorregge. Soprattutto nelle tenebre.

Tenebre di peccato, di amarezze, di cadute, di delusioni, di perdite…. In tutto, col senno di poi, vediamo quella premura sottile che mai è mancata e che non potevamo vedere perché offuscati.

Infatti, è tipica del dolore la delusione del nonsenso. Domande senza risposta connotano i periodi grigi, piatti e monotoni, della dura prova dell’abbandono.

Tuttavia, ora che la bufera è passata, possiamo gioire nel prendere atto che solamente Lui poteva trarci in salvo. Nel tempo e con pazienza ha ascoltato il grido della nostra preghiera.

Così ora possiamo veramente splendere come i gigli del campo. Gioire dei momenti belli, gustarli fino in fondo, come un dono ricevuto e da elargire, soprattutto con la nostra presenza.

Spesso il giglio subisce piogge, venti e temporali. Ma ha protezione. Noi ancora di più, perché abbiamo maggior valore di molti passeri e di altrettanti gigli del campo.

Siamo preziosi agli occhi di Dio!